E ora che tutto riparte? Lenti o veloci?

Chi lavora nella ristorazione sa bene che questo bellissimo mestiere è molto faticoso e a volte è un attimo perdere l’equilibrio e sentirsi in una catena di montaggio. È molto diverso avere l’hobby della cucina e mettere a tavola in orario, con un servizio impeccabile, tanti sconosciuti. Quando ho fatto la scelta di venire a vivere qui e aprire le porte di questa casa, l’ho fatto anche per spezzare quella catena, non dovere per forza fare del lavoro qualcosa di massacrante e alienante. Oggi mi sono scritta questa frase sulla lavagna che vedo dalla cucina ogni giorno. Questa crisi incredibile ci ha fatto avere più tempo per noi e anche io, per alcuni versi, ne ho beneficiato. Dobbiamo impegnarci ogni giorno per non dimenticare di fermarci, respirare, guardare la bellezza intorno, non esser schiavi della produttività a tutti i costi. Non è semplice, se si ha un’azienda, soprattutto per chi, come me, è una instancabile lavoratrice. Può essere un pregio non essere schiavi della pigrizia perché mi ha portato fino a qui. Non ce l’avrei di sicuro fatta senza lavorare sodo, con tutta me stessa e tanto sacrificio, ad esaudire il mio grande sogno, ma può diventare una trappola se non c’è misura e far perdere la passione per le cose che si fanno se sono troppe. E per voi? Che esperienza avete su questo tema? Trovate facilmente equilibrio tra lavoro, tempo libero e affetti?


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